copertina

Appartamenti da Giorgio

Alleghe e Caprile

Appartamenti


Lago di Alleghe


Itinerari





CAPRILE DI ALLEGHE, piccoli segreti.

Copertina pagina Caprile

In questa pagina vi presentiamo curiosità e segreti che pochi conoscono.



Il nome.

“Caprile” probabilmente deriva dal nome “Pagus Gabriellis”, che anticamente apparteneva al padre fondatore dei primi villaggi della valle o a un signore del luogo investito di una carica autorevole e, in qualche modo, ufficiale (una specie di antichissimo sindaco).



La colonnina del Leone.

All’inizio della contrada S. Marco di Caprile di Alleghe, sulla sinistra del torrente Cordevole, è stato costruito un margine di cemento che percorre quasi completamente il paese. È stato edificato nel 1911 per difendere l’abitato dai detriti e dalle piene del torrente Pettorina e del Fiorentina.

In mezzo alla piccola piazza della contrada, fiancheggiata da fabbricati che ricordano il passato minerario della cittadina, quando si fondeva il ferro della vicina miniera di Poslaz (comune di Colle Santa Lucia), c’è una colonnina sormontata da un leone in bronzo al quale furono rubate le ali.
Potete vederla cliccando QUI.

A tutt’oggi è presente la seguente scritta: “SCIPIONI BENZONO PATR.VEN.SER.SENAT.VENE.COMMISS.SUPER.FINES.BENEFICIENTIS CAPRILENSES AERE PU. BL.POS.ANNO MDCLX”.
La statua ricorda il contributo del Patrizio Veneto Scipione Benzoni che, incaricato direttamente dalla Serenissima, nel 1608 riuscì a portare la pace fra Caprile e i territori di Colle Santa Lucia e Livinallongo. Le sanguinose lotte intestine avevano origine dalla disputa delle miniere del Fursil. Esse permettevano l'estrazione della siderite, metallo utilizzato per forgiare armi e oggetti di lusso. Caprile di Alleghe inoltre, grazie alla sua posizione strategica (si trova al crocevia di tre diverse valli: Fiorentina, Cordevole e Pettorina) e chiusa da monti ricoperti da boschi molto fitto rappresentava uno snodo chiave per il controllo della zona ed era anche difficilmente espugnabile. Grazie alle sue capacità diplomatiche nel 1608 Scipione Benzoni firmò l'accordo di cessata belligeranza fra le diverse fazioni e, in suo onore, i cittadini di Caprile di Alleghe innalzarono la colonna di San Marco, con l'ononimo leone che scruta verso nord.



La fonte prodigiosa.

Da Nord a sud Caprile di Alleghe è attraversata dal Cordevole, uno dei maggiori affluenti del fiume Piave. Esso nasce dal gruppo montuoso del Sella e inizia il suo corso a passo Pordoi. Sempre a Nord della cittadina si trova Col di Foglia, una collinetta di arenaria rossa che un tempo si estraeva. Essa veniva utilizzata come fondente silicico. L’attività mineraria nell’agordino e nel comune di Santa Lucia ha rappresentato per secoli la principale attività economica. Una delle miniere più importanti era quella di Val Imperina.

Presso Col di Foglia, in località di Vallegiale o Varegate, zampilla un’acqua satura di idrogeno solforato, che emana un odore molto forte ed è freddissima. Queste acque furono dichiarate utili a curare diverse patologie dal professor Catullo e dal Vallenzasca.

Il Dott. Federico Rizzi curò con successo un erpete (affezione cutanea) somministrandola per via orale. L’acqua di Col di Foglia fu utilizzata anche contro tutte le forme di scabbia. Purtroppo approfittare dei suoi benefici è impossibile: la quantità che fuoriesce dal terreno è troppo esigua per essere utilizzata.
Questa particolarità si spiega facilmente. A nord di val Imperina si trova infatti un’area detta Bus del Piombo, una miniera ricca di quel metalloide benefico (l’idrogeno di fosfato) che si trova riversato nella fonte prodigiosa.



Iscrizioni ancestrali.

Fra il 1925 e il 1929 Domenico Rudatis, approfondito cultore di filosofie orientali e di scienze esoteriche (ma anche di studi scientifici) scoprì tre antiche iscrizioni incise nella roccia sulle alture che formano la porzione settentrionale del Monte Civetta.

Si tratta di iscrizioni rupestri romane, scolpite in tre differenti pareti.

Le scritte sono di grande interesse da parte degli archeologi e studiosi di storia antica e sono estremamente importanti per determinare le origini di tutti gli insediamenti nella valle.

Quella più grande e meglio conservata riporta le incisioni FIN BEL IVL e si trova su un’area che i pastori del luogo chiamavano “Tapp delle parole”, sul versante settentrionale del monte Coldai.

La seconda iscrizione invece, uguale alla prima, si trova sullo stesso monte ma nel versante zoldano, proprio sotto il rifugio Coldai. È stata incisa alla base di una parete rocciosa, nei pressi della casera da Righèes, ora abbandonata.

La terza è incisa sulla parete sud del Cold del Davagnin, davanti al monte Fernazza, a nord-ovest rispetto al monte Coldai.

Gli studiosi in materia concordano sull’attribuire la data delle scritte al primo secolo dopo Cristo, durante il dominio dell’imperatore Claudio. Esse contrassegnavano il limite di boschi e pascoli fra i confini di due comunità dell’epoca.

Si trattava quindi di confini (FINes) fra Belluno (BELunum) e quello di Zuglio Carnico (IVLium Carnicus).



Roccaforti medievali.

Anticamente Caprile di Alleghe si trovava al centro di sanguinose e ripetute incursioni barbare perché rappresentava un punto strategico per dominare l’ampia area formata dalle tre vallate che la circondano. In diversi libri è attestata l’esistenza di molte fortezze costruite per controllare gli attacchi esterni. Si pensa quindi che Caprile di Alleghe facesse parte di un vasto sistema di fortificazione che aveva il compito di sorvegliarsi al a vicenda, trasmettendosi segnali in caso di pericolo.

Si iniziava ad Andraz con l’omonima fortificazione-castello (perfettamente conservata e che si può visitare nel periodo estivo dell’anno - chi vuole approfondire può cliccare QUI) proseguendo attraverso Rocca Pietore, Sommariva, Alleghe fino al castello di Avoscano (orami ridotto a pochi ruderi). La cintura difensiva terminava ad Agordo, dove dimorava il castello di Brugnach.

Gli storici concordano sul fatto che tali roccaforti dovettero essere state sottoposte a duri e ripetuti assaltati dagli invasori stranieri. Essi volevano mettere le mani su Caprile di Alleghe per avere accesso sia al Tirolo che alla val Belluna, utilizzare i notevoli giacimenti minerari presenti nell’Agordino e, infine, raggiungere la pianura veneta.



I primi villaggi.

I primi insediamenti e villaggi di queste località si svilupparono attorno alle fortezze. Gli abitanti del territorio cercavano di evitare le numerose e violente razzie barbare e un riparo sicuro per sé e per la propria famiglia. Inoltre l’area era particolarmente favorevole dal punto di vista climatico e quindi allo sviluppo dell’agricoltura e del commercio.

Anche Alleghe, presumibilmente, sorse in una maniera simile, ma un po’ più tardi, attorno al convento di San Biagio, che al tempo costituiva un esempio di progresso in tempi tanto bui e sanguinosi. Rispetto a Caprile di Alleghe quindi nacque come centro spirituale presso cui le persone si sentivano protette anche dal punto di vista divino e religioso.



Le miniere.

I primi forni fusori per la lavorazione dei minerali estratti dalle miniere sono ricordati in documenti risalenti al 1263.

La miniera di Polsaz era la più redditizia di tutta la zona del bellunese. Federico degli Azzoni, cavaliere bellunese abitante a Venezia nel 1323, dovette fare appello al Doge perché il podestà di Treviso, Gherardo da Sala, gli sequestrò alcune zattere cariche di oltre 50.000 libbre di ferro!

Le fucine lavoravano incessantemente. Fino al 1755 ce n’erano cinque solo nella valle del Cordevole, di cui una Caprile di Alleghe. Qui si colava il ferro che veniva lavorato al Alleghe. Venivano fabbricate forbici, coltelli e spade che non avevano nulla da invidiare per finezza e maestria di realizzazione ai contemporanei manufatti inglesi, considerati, al tempo, il massimo della qualità.



Una guerra antichissima.

Nel 1509 scoppiò la guerra fra l’Imperatore Massimiliano I° d’Asburgo e la Repubblica Veneta. I nemici occuparono Caprile di Alleghe e le sue località, ma vennero prontamente sconfitti dai veneziani accorsi in aiuto. Le conseguenze di queste guerre furono carestie seguite da pestilenze che mieterono moltissime vittime, fino a distruggere intere famiglie.



L'alluvione del '66.

Il 4 novembre si celebra la giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate ma, nel 1966, in Italia, non fu un giorno di festa ma di massima allerta a causa di violenti nubifragi di incredibile intensità. Il 4 novembre 1966 anche Caprile di Alleghe fu colpita da un’alluvione violentissima.

Il tutto iniziò il 3 novembre. Il tempo sereno durante le giornate precedenti iniziò velocemente a guastarsi. Precipitazioni di una forza senza precedenti gonfiarono le acque del torrente Fiorentina che si riversarono nel centro abitato.

L’intero paese si trasformò in un enorme conca piena di fango. Tonnellate di tronchi, trascinati dalle correnti impetuose precipitarono nella zona di San Marco causando danni e distruzioni.

Il carattere forte e determinato dei Caprilesi permise loro di ricostruire la cittadina in poco tempo e di riprendere così il corso normale della vita.