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I serrai di Sottoguda.

Copertina serrai di Sottoguda

Così è denominata la suggestiva gola che corre per oltre due chilometri, fra il paesino di Sottoguda e Malga Ciapela, nel comune di Rocca Pietore, poco distante da Caprile. La gola è considerata una vera e propria meraviglia della natura. Ogni anno le persone che giungono a Sottoguda per visitare i suoi serrai sono migliaia.

Il percorso che permette di ammirarli è una stradina serrata ai lati da pareti a strapiombo alte anche cento metri che, in alcuni punti, paiono quasi toccarsi tanto si restringono. L’esplorazione può iniziare da Sottoguda o da Malga Ciapela. Nel primo caso il percorso risulta essere in leggera salita.

I Serrai sono attraversati dal torrente Pettorina le cui correnti incrociano la strada della passeggiata ben tredici volte, tante quanti sono i ponticelli attrezzati presenti lungo la via. Essi permettono a tutti, grandi e piccini, di camminare dentro questo meraviglioso angolo di mondo che regalerà un ricordo dolomitico indimenticabile.

pettorina
Il torrente Pettorina.


Caratteristiche ambientali.

La gola dei serrai presenta una caratteristica ambientale che rende le sue pareti rocciose sempre estremamente umide. La parte alta degli strapiombi infatti è percorsa da una fitta vegetazione che innesta le proprie radici in uno spesso strato di terra e muschi. Questi, durante le piogge, raccolgono e trattengono tantissima acqua che, per filtrazione, la rilasciano lentamente e continuamente lungo le pareti dei serrai.

In primavera questo fenomeno è così intenso che in diversi punti si formano bellissime cascate.

In inverno invece, col drastico calo delle temperature, il fenomeno permette la formazione di colossali cascate di ghiaccio che ricoprono completamente tutta l’altezza delle pareti. Lo spettacolo è incredibile.

Da gennaio a marzo quindi truppe di scalatori del ghiaccio accorrono ai serrai di Sottoguda per cimentarsi in spettacolari salite con piccozze e ramponi.

i serrai
La gola attraverso i serrai.

NOTA: Le informazioni riguardanti le visite durante il periodo estivo, i costi, gli orari e i parcheggi sono riportate nell’ultimo paragrafo di questa pagina.



Un po’ di storia.

È più di un secolo ormai che ricercatori italiani, austriaci e tedeschi si spingono nei serrai per osservare, fotografare e recensire piante rare. Si tratta di un ecosistema assai rinomato. Esso ha mostrato per la prima volta al mondo della scienza botanica piante fin prima ignorate.

È possibile perfino incontrare l’aconito napello, uno dei fiori più tossici della flora italiana. Il suo nome, tradotto dal greco, significa “fiore velenoso” e anticamente veniva utilizzato per avvelenare punte di lance e spade. Si consiglia di evitarne il contatto diretto per non incorrere in arrossamenti della cute e bruciore.

l’aconito napello
L’aconito napello.

Non solo.

Il sito è ricco di molluschi dotati di guscio (carapaci).

Dal 1911 ad oggi sono state censite e catalogate ben 56 specie nuove, ripartite a loro volta in 39 generi compresi in 20 famiglie. Fra tutte ricordiamo la “Helix pomatia” meglio conosciuta col più comune nome di “chiocciola”.


Un tempo, prima dell'avvento dell'epoca industriale e dell'abbandono dell'economia di montagna il passaggio dei serrai era una strada di grande importanza. I pastori guidavano gli animali a fondo valle dai pascoli di alta quota passando proprio di qui. Su di essa vi transitavano mandrie di vacche e greggi di pecore. Era inoltre sufficientemente larga per far passare carri carichi di legna, fieno e di utensili per il commercio ambulante. Si trattava perciò di una via di passaggio decisiva per l'economia del paese.

Il percorso incrociava un grosso masso oggi chiamato “Sas taiè” (sasso tagliato): venne infatti spaccato per ingrandire il passaggio durante la prima Guerra Mondiale.

Prima i serrai erano percorribili solamente durante la bella stagione. Anticipando l'arrivo del freddo e della neve i tredici ponticelli dei serrai di Sottoguda venivano smontati e conservati in paese. L'operazione permetteva di risparmiare legname. Col disgelo invernale infatti le acque del torrente Pettorina si sarebbero gonfiate, risultando in piene che avrebbero divelto e distrutto tutti i ponticelli.

Smontandoli invece i legni si potevano conservare e riutilizzare in futuro. Con questo sistema inoltre si evitava che le inondazioni trascinassero a valle il pesante materiale che costituiva i ponti, coinvolgendo le case nei pressi del torrente e le persone che vi abitavano.

Al giorno in alcuni punti della roccia si possono ancora osservare gli antichi fori che servivano per ancorare gli antichi ponti in legno. In quegli anni ormai lontani il percorso era più stretto e leggermente diverso a quello che possiamo vedere oggi. Esso venne allargato durante il primo grande conflitto per migliorare il passaggio dei muli carichi di armi e munizioni necessarie al fronte di combattimento.



Cosa vedere.

La passeggiata nel cuore dei serrai si sviluppa attraverso numerose stazioni, punti particolari che vi proponiamo di seguito (l’ordine segue la direzione che inizia da Sottoguda. Percorrendo la gola al contrario l’ordine delle stazioni risulterà invertito).

Vediamo assieme quali sono:

stazioni
Le stazioni lungo la passeggiata (in giallo). In blu il torrente Pettorina.


Gallerie di guerra.

Accedendo al serrai dal paese di Sottoguda ci si imbatte quasi subito sulla sinistra in due profonde gallerie. Sono state scavate dai soldati nel corso della grande guerra del 1915-1918. Il loro utilizzo era quello di polveriera. Dopo il conflitto vennero utilizzate come cappelle votive a ricordo dei caduti. Durante il secondo conflitto mondiale invece divennero veri e propri rifugi antiaerei.



La Madonna.

La Madonna dei Serrai è stata collocata nella sua grotta dal parroco di Rocca Pietore dopo la prima guerra mondiale affinché in quelle terre non si dovesse mai più combattere. Ahimè, gli echi di nuove battaglie purtroppo si stavano già affacciando sul panorama europeo. Tuttavia la Madonna dei serrai è ancora al suo posto e il suo messaggio di pace rimarrà anche negli anni a venire.

Poco prima della grotta della Madonna, vicino al greto del torrente, si possono scorgere i fori nella roccia che servivano ad incastrare le travi portanti degli antichi ponti.



Il sacro cuore.

Anticamente la strada dei serrai presso il “Sass Taiè” (masso tagliato) passava esattamente sopra il masso stesso, nella sua parte più alta. Con i lavori di adattamento della strada, durante la prima guerra mondiale, il sasso venne tagliato per farci passare la nuova strada, più larga. A testimonianza dei pericoli incombenti portati dal conflitto, venne scolpito a rilievo nella roccia del macigno un Sacro Cuore, benedizione divina per i soldati al fronte.



Sass Taiè.

Come già scritto il “Sass Taiè” venne spaccato per consentire un passaggio più largo e agevole. Originariamente questo masso è precipitato dagli alti strapiombi, incuneandosi in fondo alla gola e rimanendovi incastrato per sempre. La strada originaria più antica vi passava esattamente sopra. Il passaggio era permesso da apposite impalcature di legno. Anche se difficile notarli ormai, sulla sommità del masso sono ancora presenti i segni dei carri che anticamente vi transitavano.

Al giorno d’oggi è ancora possibile camminare sopra al blocco di pietra. Alcuni inverni infatti sono stati così nevosi che la neve ha raggiunto e superato l’altezza della roccia permettendo di ripercorrere in maniera “speciale” il tracciato originale.

I serrai innevati
Ponticello sommerso dalla neve e, in centro, il sass taiè.


Cascata di ghiaccio “la Cattedrale”.

In questo punto l’umidità che trasuda è talmente elevata da generare una vera e propria cascata più o meno abbondante a seconda delle stagioni. Nella parte più fredda dell’inverno in questo punto si forma una delle più alte e imponenti cascate di ghiaccio dell’intero sito dei serrai.

La cascata della cattedrale merita una visita nella sua veste invernale, magari proprio mentre coraggiosi arrampicatori del ghiaccio la stanno salendo. Questi temerari salitori si assicurano al ghiaccio attraverso speciali chiodi a vite. L’estremità che rimane scoperta è munita di anello nel quale viene agganciato un moschettone entro cui passare la corda. Un efficace sistema di sicurezza.

cascate di ghiaccio
Uno scalatore del ghiaccio affronta la "Cattedrale".


Il crocifisso.

Poco prima della chiesetta di Sant’Antonio si trova un capitello votivo dedicato a Gesù Cristo crocefisso.

Le comunità montane della valle erano estremamente religiose e legate profondamente al cristianesimo.

In una terra difficile, caratterizzata da inverni rigidi e segnata dal duro lavoro nei campi, nelle malghe, accudendo animali che necessitavano continuamente di essere curati e controllati, le famiglie trovavano conforto nella religione.

Essa teneva unita la famiglia, donava la forza necessaria a tutti i suoi componenti che, con grande impegno, contribuivano al sostentamento della propria casa e della comunità.

Il crocifisso di Sottoguda è il simbolo di questa forza antica e ancora presente. Durante i conflitti mondiali il Cristo crocefisso ha dato speranza a tutti quelli che combattevano al fronte e che pagavano un tributo molto alto per difendere la libertà delle generazioni future.



Chiesetta di S.Antonio.

La chiesetta votiva dei serrai di Sottoguda in origine era dedicata a Sant’Antonio Abate protettore degli animali ed eretta a seguito di una vasta moria di bestiame.

Come in tutte le antiche economie di montagna anche a Sottoguda gli animali rappresentavano una delle principali fonti di sostentamento. Essi fornivano nutrimento, trasporto e aiuto nel lavoro nei campi. Il Comune di Rocca Pietore, che anticamente contava di 1643 abitanti, disponeva di un numero incredibile di animali: 775 per l’esattezza. Una cifra divisa in cavalli, muli, buoi, vacche, pecore, asini, capre, maiali e vitelli.

Chiesetta
S.Antonio.

Gli affreschi nelle lunette laterali sulla facciata esterna sono stati recentemente restaurati e raffigurano San Sebastiano e San Rocco, i patroni di Sottoguda.

La chiesetta è stata costruita nel 1880 e nel 1934 vi è stata posta una targa per onorare i caduti della prima guerra mondiale sul fronte della Marmolada.



Cascata Franzei.

In questo caso ci troviamo al cospetto di un’altra imponente cascata le cui acque vengono convogliate nel torrente Pettorina.

La sua metamorfosi invernale consente lo sviluppo della cascata “Excalibur” che ricorda la mitologica spada nella roccia. Un nome azzeccato: la grande cascata di ghiaccio sembra un’immensa lama azzurra incastonata nella pietra dei serrai di Sottoguda.

La cascata è talmente alta che gli scalatori debbono effettuare ben due soste lungo la salita.

Come precedentemente scritto i serrai di Sottoguda sono attrezzati per questo tipo di attività sportiva invernale. Le pareti della gola, in determinati punti, sono provviste di chiodi, spit e soste di ancoraggio. Le cascate di ghiaccio su cui gli scalatori si cimentano sono oltre 20 e rendono i serrai di Sottoguda frequentatissimi anche durante la stagione invernale più fredda.



Una via di Sottoguda
Una delle caratteristiche viuzze.


Il Paesino di Sottoguda.

Esplorare il piccolo borgo di Sottoguda prima di accedere ai serrai aggiunge un tocco di magia. Il paesino colpisce subito per le sue casette in pietra e gli antichi “tabià”, caratteristiche abitazioni completamente in legno che un tempo erano adibite a stalla e fienile. Alcune di esse sono state ristrutturate e trasformate in case o in hotel-garni.

casetta di Sottoguda
Si trovano ancora case in pietra e legno.

Passeggiare lungo la via centrale di Sottoguda fa riflettere su quella che poteva essere la vita nella valle, quando l’era l’industriale non aveva fatto ancora capolino nella quotidianità di quelle terre.

A ricordare gli antichi usi e costumi un’idea originale che si svolge lungo tutto il paese di Sottoguda: in alcuni angoli, sul terrazzo di certe case o presso l’entrata di questa o quella abitazione, sono stati posti dei manichini in stoffa. Cuciti a grandezza naturale, essi mimano una parte delle usanze e delle attività economiche che si svolgevano in paese. Ad affiancare la scena una breve nota scritta che descrive la rappresentazione.

In una di queste scenette, ad esempio, viene mostrato l’utilizzo lisciva, la cenere di legna usata per disinfettare e sgrassare i vestiti. In questo caso la lisciva veniva messa in una cesta per il bucato (“mastèl”) e mescolata con l’acqua. Essa inoltre veniva utilizzata anche per la pulizia del corpo e della casa diluendola però molto di più.

scenette
I pupazzetti cuciti che raccontano il passato.


Le visite ai serrai.

I serrai di Sottoguda si possono visitare a piedi, in bici (solo in salita durante la gestione) oppure salendo su apposito trenino che fa la spola da Sottoguda a Malga Ciapela.

Dal 1 giugno al 18 settembre queste visite sono gestite dal Consorzio Operatori Turistici Marmolada (un’organizzazione no-profit) su incarico del Comune di Rocca Pietore.

In questo periodo accedere è possibile solo previo acquisto di apposito ticket disponibile presso le biglietterie poste nei due diversi punti di accesso: Sottoguda e Malga Ciapela.

In caso di forti piogge il servizio potrebbe essere sospeso.

Per qualsiasi domanda e/o curiosità in loco è sufficiente chiedere al personale delle biglietterie.



Prezzi.

A chi decide di camminare vengono applicati i seguenti prezzi:

Adulti: € 3,00

Bambini: (fino a 140 cm di altezza) € 1,50

Gruppi: (minimo 20 persone)

  • Adulti € 2,00
  • Bambini € 1,00

Bambini fino a quattro anni: gratis

Ciclisti: (è consentita solo la salita) € 2,00

Persone diversamente abili: gratis

Possessori di Marmolada card: gratis

Abbonamento settimanale: € 10,00

Abbonamento stagionale: € 40,00

Possessori di biglietto trenino per la sola andata con ritorno a piedi:


  • Adulti € 2,00
  • Bambini € 1,00


Trenino: info e prezzi.

Gli orari dei treni nella stagione delle visite sono dalle 9:00 alle ore 12:30 e dalle ore 14:30 fino alle 18:30. Durante il mese di agosto l’orario invece è continuato. Le corse del treno vengono effettuate ogni 40 minuti circa.

La visita andata e ritorno con trenino ha una durata media di 40 minuti circa.

Al possessore del biglietto di andata del trenino verrà anche applicato uno sconto sul ticket pedonale. Per questo motivo viene consigliato di conservare il biglietto.

Si possono prenotare visite col treno telefonando al numero (+39) 349 10 76 007 o inviando un’email all’indirizzo info@treninodeiserrai.com

Prezzi trenino:


Adulti.


  • Adulti € 3,50
  • Bambini € 5,50

Bambini.


  • Adulti € 2,00
  • Bambini € 3,00
trenino
Il trenino turistico.

Sono previste agevolazioni per i gruppi a partire da 10 persone, per gli anziani e per i diversamente abili.


NOTE:

Nel periodo invernale a causa di eccessive nevicate il sito potrebbe venir temporaneamente chiuso e l’accesso sbarrato su entrambi i lati di accesso. Questo permette alla neve accumulata in cima agli strapiombi di scaricare a valle senza coinvolgere eventuali passanti.

Con sufficiente innevamento inoltre i serrai si possono scendere con gli sci dagli impianti di Malga Ciapela.

Fuori dalla stagione turistica estiva (1 giugno – 18 settembre) i serrai di Sottoguda si possono percorrere in libertà.

Per altre informazioni: http://www.treninodeiserrai.com/it/i-serrai.html



Parcheggi.

Parcheggiare a Sottoguda da giugno a settembre, nei giorni festivi o durante le vacanze, può risultare difficile. Il parcheggio che si trova prima dell’entrata dei serrai è piccolo e spesso al completo. Tuttavia, con un po’ di pazienza, si può riuscire a trovare il proprio posteggio auto.

Il parcheggio ha un costo di € 1.50 all’ora ed è disponibile dalle 9:00 alle 18:00.

Gli altri parcheggi non a pagamento hanno un limite di tempo che varia dai 15 ai 30 minuti, scaduti i quali va rinnovato l’orario del proprio parchimetro.

Esiste anche la possibilità di lasciare l’auto in un ampio spazio che si apre appena dopo il paese, lungo la SP641 e che potete vedere al seguente link di Google Mappe.

Il posteggio non ufficiale è gratuito. Da questo punto proseguendo a piedi per pochi metri, appena dopo un ponticello, sulla destra è possibile imboccare una stradina che porta direttamente al paese di Sottoguda.

Potete osservarlo cliccando QUI.

Pettorina e fiori