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Viel del pan.

il sentiero del pane

Perché questo nome.

Viel del Pan significa “via del pane”, o “sentiero del pane”.

Si tratta di un antichissimo sentiero la cui esistenza va ricondotta a età preromane, quando fra la valle del Fodóm (nome ladino della valle di Livinnalongo) e quella di Fassa e Badia vi era la necessità di collegarsi al passo Fedaia e alla valle Pettorina e, infine, col bellunese senza aggirare i massicci montuosi a ovest.

Panorama
La Marmolada e a destra il Gran Vernel visti dal viel del pan.

Lo stesso valeva per Passo Valles, passo San Pellegrino: valichi antichi, impiegati fin dai tempi preromani come vie di passaggio e di traffici tra le valli dell’Avisio, quella del Biois e del Cordevole. Erano transiti per genti di montagna, abituate alla fatica. Essi, nei loro lunghi spostamenti, commerciavano legname e farina piuttosto che tessuti, spezie o preziosi. Allora il grano e le farine di cereali erano l’alimento principale. Perciò non è difficile immaginare che un così diretto e comodo percorso come il “viel del Pan” venisse utilizzato per trasportare una delle principali fonti di sostentamento: il pane.

Spiccavano senza ombra di dubbio, per quantità, i gruppi di uomini e donne che, con carretti o in spalla, aiutandosi con asini o cavalli, quotidianamente, utilizzavano questo sentiero per portare il pane in estate e inverno.

E così Viel del Pan vuol dire semplicemente via, sentiero del pane.

Esso non commemorava l’imperatore tedesco o un principe italiano ma semplicemente i commerci liberi tra pastori e boscaioli.

E l’eco di quelle antiche fatiche riecheggia fino ai nostri giorni perché questa antichissima e spettacolare via di comunicazione è ancora praticabile.

Da tempo ormai non si trasporta più il pane; anche se i viveri non mancano negli zainetti di chi, al giorno d’oggi, lo ripercorre.

Il “Viel del pan” corre a mezzo costa sulle pendici del Sass Ciapel, un tracciato di mirabile bellezza, in vista del gruppo della Marmolada e costituisce una delle escursioni più panoramiche delle Dolomiti. Percorrerlo significa ammirare la maestosità del ghiacciaio della Marmolada e le sue incantevoli e poderose forme impastate dalla forza dei ghiacci in miliardi di anni. Poco più a ovest il monte Gran Vernel mostra il suo fianco nord caratterizzato da vetiginose pareti verticali, teatro di numerose imprese del grande sciatore estremo Toni Valeruz. In fondo luccica il lago del Fedaia che si staglia come uno zaffiro in mezzo alla val de Ciampie.

lago del Fedaia
Il lago del Fedaia abbracciato a sud dalla Marmolada.


Il sentiero.

Il viel del pan sulle cartine viene riportato come sentiero numero 601. È orientato quasi completamente a sud e la sua conformazione è caratterizzata da uno sviluppo pressoché orizzontale (con saliscendi assai morbidi) che attraversa la grande dorsale erbosa sotto le creste del Sas Ciapel, La Forfesc, Porta Vescovo e Bech da Mesdi.

Traducendo dal Ladino all’italiano questi nomi diventano: "sasso cappello", "le forbici" e Il "becco di mezzogiorno". Curioso notare come Sas Ciapel e Forfesc prendano il loro nome dalla propria conformazione rocciosa che ricorda appunto un cappello e un paio di forbici. Consigliamo di osservare queste strutture rocciose a tutti coloro che decideranno di avventurarsi lungo questa bellissima passeggiata.

un tratto del viel del pan
Un tratto del viel del pan, a sinistra.

Riadattato all’inizio del XIX° dalla sezione Bamberg dell’Alpenverein (Club Alpino sudtirolese), proprietaria di un rifugio del Fedaia, il sentiero segue fedelmente il percorso di un tempo. Il punto di partenza nord-ovest è passo Pordoi (2234 m) mentre quello sud-est è al lago di Fedaia (2054 metri).

Se si decide di iniziare da quest’ultimo, il tratto che incrocia l’inizio “ufficiale” del Viel del Pan è in salita. Esso si trova difronte la fermata degli autobus, al di là della strada, nella porzione terminale ovest del lago ed è ben segnalato (clicca QUI, link Google maps).

Si tratta sicuramente del tratto più impegnativo. Non per questo significa difficile. Esso infatti si sviluppa su pendenze che vanno dai 25 ai 30 gradi massimo per un dislivello di 350 metri. Solo se confrontato col resto del sentiero che presenta morbidi e modesti saliscendi, ne rappresenta quindi il tratto più “ripido”. Questo segmento è ottimamente predisposto: terrazzini-scalini nei tratti più ripidi, scalette ricavate nella roccia o realizzate attraverso l’uso di legni squadrati e cavi corrimano la cui presenza è assolutamente sovrastimata giacché la facilità del sentiero non ne richiederebbe la presenza. Dopo una salita di circa 300-350 metri con una serie di brevi tornarti sempre su sentiero ben evidente e segnalato, si arriva a un segnavia con cartelli indicanti le diverse direzioni (vedi foto). Ovviamente si prosegue seguendo le indicazioni Viel del pan.

il cartello a mezza via
Il segnavia a mezzacosta.

Salendo, prima del cartello, il camminatore potrebbe essere ingannato da diverse tracce che somigliano a un accenno di sentiero su prato che corrono anch’esse verso ovest. Esse non sono il sentiero 601 ma tracce delle pecore del rifugio Viel del Pan o altri animali. Ignorare queste tracce e proseguire sempre sul sentiero ben evidente e segnalato.

Se percorrerete il Viel del Pan dal Passo Pordoi, questo tratto in salita si trasformerà in una divertente, ultima parte in discesa che condurrà in breve tempo al fondovalle.

Dal cartello inizia il tracciato a mezza via, sotto le creste del Sass Ciapel e della Forfesc, attraverso spettacolari panorami, saliscendi affatto ripidi e insenature circondati da incredibili declivi prativi in alta quota.



Le tappe.

Che lo percorriate da nord-ovest o da sud-est ecco un elenco dei momenti più belli:



  • La cima del caratteristico Sass Ciapel si può raggiungere dal rifugio Viel del Pan (2432 metri) in meno di mezz’ora, lungo un canale che permette di superare il risalto roccioso che conduce alla vetta (2258 mt). La vetta permette un magnifico colpo d’occhio. Si rientra al rifugio per la stessa via di salita. Solo per escursionisti esperti.
  • Lasciando il rifugio Viel del pan (venendo dal lago) o prima di arrivare ad esso (giungendo dal Pordoi), al termine di un’insenatura, si può risalire un breve dorso erboso e ammirare una stupenda vista mozzafiato che si apre sul gruppo del Sella (vedi foto in basso).
  • Il tratto erboso sopra il camminamento è chiamato Col della Paussa, “colle della pausa”, usato dagli antichi pastori per prendersi, appunto, una pausa dal duro lavoro.
  • Dal segna via a mezza costa prestare attenzione alle creste: ad un certo punto sarà possibile vedere la caratteristica forma della Forfesc.
  • L’altura prima di scendere al passo Pordoi si chiama Col del Cuch. Esso ospita diversi rifugi e impianti di risalita. Da qui si possono raggiungere diverse aree ed ognuna permette di osservare il panorama settentrionale da diversi punti di vista. Sarà quindi possibile godere di grandiosi panorami che spaziano dal Sassolungo, Sassopiatto al Catinaccio d'Antermoia. Alcune stampe panoramiche poste su appositi supporti nelle vicinanze degli impianti di risalita permetteranno a tutti di scoprire quali sono le montagne che si guardano.
  • Lungo quasi tutto il Viel del pan è possibile ammirare tutto il gruppo della Marmolada, del Gran Vernel, le pale di San Martino, i Lagorai e i paesi al fondovalle. È il panorama meridionale della dorsale che parte dal Col dei Rosc fino al passo Padon.
  • Il tratto del Viel del pan che porta al passo Pordoi abbandona il versante sud della dorsale descritta e si porta verso nord, sul Col del Cuch e poi scende al passo attraverso facili pendenze e larghi sentieri. L’ultimo tratto di sentiero prima del passo presenta, a ridosso del fondovalle, un’area di antiche frane formata da gruppi di grossi massi e sfasciumi. Prestando attenzione sarà possibile sentire chiaramente il fischiettare delle marmotte e i più fortunati – o i più pazienti – (magari armati di binocolo) potranno anche scorgere alcuni di questi simpatici animaletti.
gruppo del Sella
Il gruppo del Sella dal viel del pan.

passo Pordoi
Vista sul passo Pordoi dopo il Sass Becè.


Consigli utili.

Questo sito descrive gli itinerari all’aria aperta per coloro che partono da Alleghe o Caprile. Perciò la modalità descritta per percorrere il Viel del Pan è strutturata secondo questa logica.

Generalmente la maggior parte delle persone percorre il Viel del Pan dal passo Pordoi ma questa non è la soluzione migliore per coloro che soggiornano ad Alleghe o a Caprile, i quali troveranno più comodo percorrerlo in senso inverso.

La soluzione proposta prevede l’utilizzo di impianti di risalita, mezzi pubblici e/o auto.



ANDATA.

  • Raggiungere il passo Fedaia in auto e parcheggiare nell’area del lago omonimo, nella sua parte terminale ovest (riconoscibile dal grande sbarramento carrozzabile), coi mezzi pubblici invece si utilizzano i bus DolomitiBus. Cliccare QUI per visionare gli orari. La tratta interessata è attivata dal 1 luglio al 28 agosto.
  • Dal cartello che segnala la fermata del mezzo pubblico (visionabile QUI), imboccare il sentiero 601 che porta al Viel de pan su comodo tratto in salita che si sviluppa lungo 300/350 metri di dislivello.
  • Raggiunto il cartello fra Porta Vescovo e il Bech da Mezdì (formazioni rocciose della cresta sommitale) continuare a seguire le indicazioni per Viel del pan. Da qui il sentiero si sviluppa in direzione ovest incrociando l’omonimo rifugio e passando sotto la Forfesc e Sas Ciapel, fino a giungere sul Col del Cuch.
  • Da questo momento il tracciato procede in discesa dietro al Sas Becè terminando infine al passo Pordoi, la meta della gita.
panorama dal Pordoi
Il Sassolungo, il Piz Ciavaces e il Sas Pordoi dal passo omonimo.


RITORNO

  • Risalire dal passo Pordoi il sentiero 601 (viel del pan) e raggiungere il rifugio Fedarola.
  • Imboccare il sentiero che si sviluppa sul Cold dei Rosc (Col dei Rossi).
  • Salire su apposita telecabina Pecol-Col dei Rossi e successivamente la Canazei-Pecol che scende a Canazei (le discese solitamente sono assai frequenti –ogni 10/15 minuti - al mattino e al pomeriggio. Generalmente le corse si fermano durante la pausa pranzo).
  • Difronte la stazione a fondovalle (Via di Parèda) raggiungere fermata Bus e salire su autobus che porta a Penia.
  • Raggiunta Penia, prendere la coincidenza che porta al passo Fedaia (su autobus Trentino Trasporti). Per info riguardanti gli orari di quest’ultima tratta, vedere questo link. Per verificare che le tratte extra urbane considerate siano servite, visionare il sito http://www.ttesercizio.it/
  • Dal Pian di Fedaia raggiungere Caprile o Alleghe attraverso auto o mezzi DolomitiBus. Cliccare QUI per visionare gli orari. La tratta interessata è attivata dal 1 luglio al 28 agosto.

ATTENZIONE: LA TRATTA DOLOMITIBUS DESCRITTA SI EFFETTUA SOLO DAL 1 LUGLIO AL 28 AGOSOTO.



Ritorno a piedi.

Un metodo per godersi questo spettacolare tracciato due volte è quello di rientrare ripercorrendo il sentiero al contrario. La bellezza dei panorami, la facilità del tracciato e la possibilità di ritrovarsi in una delle valli più belle delle Dolomiti non vi farà provare alcuna monotonia nel ripeterlo.

In caso ci si muova in due gruppi con automezzo indipendente va presa in considerazione l’idea di percorrere il sentiero in senso alternato. Il primo gruppo potrebbe partire da un passo il secondo invece dall’altro. A mezza via ci si incontrerà e i gruppi si scambieranno le chiavi delle rispettive vetture, proseguendo poi ognuno lungo la propria direzione.



Alcune considerazioni finali riguardo il Viel del Pan.

Il viel del pan è comodo, largo e spazioso, permette sempre una camminata agevole anche con zaini porta bambino. La sua conformazione risulta regolare e distesa, raramente presenta inclinazioni che richiedono uno sforzo fisico eccessivo. Per questo esso risulta perfetto per tutti coloro che vogliono godersi una bellissima camminata in montagna assieme ai loro bambini, o a persone che non sono particolarmente allenate e/o che non amano la fatica fisica del camminare in montagna.

Il tracciato si sviluppa quasi completamente a sud. Per questo motivo consigliamo di portare acqua e cappelli, soprattutto in presenza di bambini. Se invece utilizzate uno zaino porta bambini assicuratevi che sia dotato di apposito ombrellino per il sole. Per i bambini o per chi ha la pelle più delicata ricordiamo di portare crema solare protettiva.

Essendo un sentiero in alta quota è sempre buona norma prevedere una felpa o un indumento pesante nello zaino. Una nuvola che copre il sole, un po’ di venticello e subito la temperatura cambia. Una maglietta secondaria da sostituire a quella sudata (utilizzata per la camminata) durante lunghe fermate è sempre un’ottima idea. Stare fermi con indumenti sudati significa buscarsi spesso un raffreddore.

La ricezione del telefonino varia da ottima a discreta durante tutto lo sviluppo del Viel del pan e raramente si riscontrano cali di ricezione tali da impedirne l’utilizzo.

Le indicazioni fornite valgono esclusivamente per il periodo estivo.

veduta sulla Marmolada